Intervista a Valentina Palomba – The monsters circus

Biografia

Valentina Palomba nasce a Genova nel 1991. Parrucchiera di professione, amante degli animali e avida lettrice, ha sempre covato la passione della scrittura. Scrive per diletto, per dar forma e carattere a un mondo interiore basato sul genere fantasy che lei ama. Da piccoli racconti tenuti nel cassetto, scopre strada facendo le filastrocche, principalmente per adulti, al cui interno vi è sempre un messaggio di accettazione della diversità e di rispetto verso il mondo.

Descrizione dell’opera

William è il Dottore di un fantomatico paese che potrebbe essere il vostro. Abituato a essere qualcosa, vive la propria vita dimenticando di essere qualcuno. L’arrivo in paese del circo porta in lui uno sconvolgimento, è affascinato da una mitologica figura, la Diva, metà donna e metà mostro, una moderna arpia, affascinante quanto pericolosa, anche perché doppia: sono due donne racchiuse in una. Costei cela un segreto e da quel momento William non si dà pace fino a che non lo svelerà. Nel frattempo si accorge di una tremenda affinità con queste figure del circo, comprende come siamo più mostri che animali. Il Dottore, abituato ad approcciarsi con pazienti e malattie, scopre presto che in quella loro diversità non c’è nulla di anomalo, ma che anzi, lui ne è parte! E insegnerà che a esser diversi non si fa torto a nessuno, e si può scoprire un mondo fantastico che affascinerà anche voi. Benvenuti al circo! Anche se dei mostri! (Tenetevi stretti i vostri bambini)


Grazie Valentina per aver preso parte a questa iniziativa! Parliamo un po’ di te e della tua opera.

Sei un’autrice giovanissima, quando hai iniziato a scrivere e da cosa nasce la tua opera?

“Non ricordo quando ho iniziato a scrivere, ma so che già da bambina avevo tutti questi mondi immaginari dentro e ogni tanto scrivevo qualcosa. Poi, per tanti motivi, ho abbandonato le mie “opere incompiute” e ho smesso, fino a incontrare una cara amica che mi ha spronata a ricominciare. The Monsters Circus nasce per caso e cresce da solo. Doveva essere un racconto su un circo horror, con solo alcuni versi a inizio capitolo. È finita che i versi hanno preso il sopravvento e ai miei mostri sono piaciuti.”

Hai scelto di comunicare dei temi molto importanti come la diversità. Credi che il tuo romanzo sia anche formativo per i giovani e gli adulti di oggi?

“Sì. Al giorno d’oggi siamo abituati a giudicare le persone per come appaiono e secondo standard sociali risalenti al passato. Giudichiamo senza conoscere, senza provare a calarci nei loro panni e secondo quel che dicono gli altri. Spesso non ci rendiamo neanche conto che così facendo feriamo profondamente qualcuno. Il “diverso” ci fa paura perché lo percepiamo come una debolezza o ne siamo invidiosi, proprio per questo tendiamo ad attaccarlo. In più, proprio durante questa pandemia, invece che diventare più empatici e sostenerci, siamo diventati meno tolleranti e più egoisti. William è esattamente come noi, ma appena entra nel circo e vede gli spettatori ridere dell’aspetto dei circensi, si sente immediatamente a disagio. Per contro svilupperà un’empatia particolare per loro, proprio perché prima di giudicarli li ha conosciuti. Io credo che tutti noi siamo mostri, in un modo o nell’altro, diversi per qualche particolare che per qualcuno potrebbe essere anormale o ridicolo. È una colpa questa? Secondo William e secondo me, in fondo, ad esser diversi non si fa torto a nessuno e nella diversità ci sono cose bellissime. Ed è esattamente quello che scoprirà il Dottore.”

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Scrivi solitamente basandoti su esperienze reali o sulla tua immaginazione?

“Prima di scrivere The Monsters Circus mi era capitato di guardare dei video su come venivano trattate le persone con handicap nel circo del passato e tali persone mi hanno sempre fatto un’immensa tenerezza. Che colpa c’è nel nascere diverso da un altro e magari soffrire anche fisicamente? Poi, quando ho avuto questa illuminazione, ho preso ciò che provavo e ciò che avevo visto e ho cercato di metterlo all’interno della storia. La fantasia non mi è mai mancata, ho tanti palcoscenici interiori dove si adoperano tantissimi attori, ma la Diva è anche reale. Rappresenta il dark side e il light side di ognuno di noi: il demone e l’angelo, il timore e il coraggio, la forza e la grazia. I due lati della Diva non possono staccarsi, ma possono integrarsi, diventando qualcosa di magnifico e questo vale per tutti noi.”

Avevi selezionato molte case editrici a cui inviare il tuo manoscritto? Come mai hai scelto la Brè Edizioni?

“In realtà no, non lo avrei neanche pubblicato se due mie carissime amiche non mi avessero convinta. All’inizio pensavo di metterlo su una piattaforma di scrittura, poi di pubblicarlo in self. Alla fine, mi sono convinta e l’ho mandato a Brè Edizioni di cui avevo già letto qualcosa e che mi era stata consigliata da un’amica scrittrice ed eccoci qui.”

Dev’essere difficile farsi conoscere per un autore emergente, come ti stai muovendo a riguardo?

“The Monsters Circus è stato pubblicato il 10 Agosto 2020 ed è il mio primissimo libro. So poco di come muovermi e sto seguendo gli ottimi consigli della Brè Edizioni, come farsi conoscere a livello locale, ad esempio. Fino ad ora, il tam-tam fra chi conosco credo si sia rivelato la migliore strategia, anche perché all’inizio bisogna farsi conoscere. Non so se funzionerà, ma io ci provo.”


Complimenti Valentina. Hai tanto entusiasmo e ti auguro con tutto il cuore di emergere! È un bene che la tua casa editrice ti segua e ti consigli. Buona fortuna!

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